In memoria di Adriano Berti
Il 17/10/2010 è scomparso dopo una grave malattia Adriano Berti
uno dei fondatori e primo presidente della Racchetta. Dal 1972 fino agli anni 80.

Mi
ricordo ancora il mio primo incontro che ho avuto con Adriano nel 1975 quando ,
allora 18enne, insieme a pochi amici avevamo creato un nucleo di volontari a
Sesto Fiorentino con la generica denominazione “Servizio utilità pubblica”.
L’occasione
di questo primo incontro fu su un incendio a Monte Morello quando arrivarono
queste mitologiche figure di volontari della Racchetta (che era stata fondata
nel 1972) in aiuto per spegnerlo. Arrivarono con le macchinette da ramato sulle
spalle ed in breve ci superarono, spensero e se ne andarono.

Ci
restò però impresso il loro modo di fare e l’efficienza e così, nel 1976, anche
noi volontari di Sesto aderimmo alla Racchetta che allora contava sulla sezione
principale di Scandicci e, se non ricordo male, San Casciano e Lastra.
Adriano
ne era la principale anima, colui che sempre presente, giorno e notte, con le
sue perenni sigarette fra le labbra, le dita sempre sporche di colore dal suo
lavoro. Colui che era il primo a partire, che a noi giovani infondeva la sua voglia
di rendersi utile anche a costo si tralasciare tutto il resto.
Ci rifornì
di un primo distintivo. Uno scudetto di ottone prodotto da lui stesso.
In
quegli anni il volontariato antincendio era una avventura perenne con le
attrezzature scassatissime, l’incertezza normativa, la necessità di avere un
riconoscimento dagli enti locali. Però era anche libero, divertente, ti dava
una grande soddisfazione. E Adriano sempre in prima linea. Le mitiche nottate a
Badia Monte Scalari, la vita in comune a Marciola quando ancora non esisteva
una torretta e si dormiva nelle tende.

Adriano
che prendeva uno dei primi fuoristrada e ci portava nei boschi a farci
conoscere le strade,
la vegetazione, i luoghi. Perché Adriano era
anche questo: un profondo amante della natura, un documentarista che con la sua
onnipresente macchina fotografica riprendeva la natura.

Ricordo
il terremoto in Irpinia del 1980: in 2 giorni Adriano nel suo laboratorio di
Falegnameria preparò una casetta prefabbricata in legno che fu caricata su un
camion e portata a Morra De Sanctis. Qui molti volontari della Racchetta
portarono aiuto alla popolazione e montarono la casetta, che nonostante l’artigianalità
rimase in uso per diversi anni. Cose che oggi sarebbero impossibili o
impensabili. Ma l’entusiasmo di Adriano riusciva in cose incredibili.
Poi a
fine anni 80 Adriano lasciò la presidenza dell’associazione cessando anche i
suoi rapporti come volontario per seguire altre strade professionali e
personali. Credo che il lasciarne la guida a qualcun altro fosse stato per lui
già un grosso colpo e parteciparvi in altro modo non più così coinvolgente.
In
molti però lo abbiamo sempre ricordato con grandissima stima ed affetto, anche
se i contatti si erano fatti sempre più rari.
Da
allora si sono succeduti altri presidenti ognuno con la propria impronta sull’associazione.
Però quanto seminato da Adriano credo sia ancora rimasto, lo spirito di una
unica associazione, dell’aiuto fra le sezioni, di un volontariato libero ed
indipendente, il rifiuto di qualsiasi ricompensa economica personale.
Oggi
i relitti degli anni 70 (fra cui io) cercano ancora di portare avanti questi
ideali. Moltissime persone sono cambiate, il rinnovamento è inevitabile ma
ricordare chi ha creato tutto questo per continuare negli ideali giusti di
solidarietà interna ed esterna rimane fondamentale. E poi ricordare per capire,
la Racchetta di oggi è frutto di molte persone, di grandissimi sacrifici.
Ringrazio
Adriano per questo. Mi ha insegnato molto, non so se sono riuscito a imparare.
Ringrazio
anche Gisella ed Angela per la loro sopportazione e la loro presenza.
Questo
è un ricordo di Adriano, non me ne vogliano le altre persone che insieme a lui
ressero e gestirono la Racchetta dei primi anni.
Sesto
Fiorentino Ottobre 2010 Piero Marinari E27